Obiettivi

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In un momento dove l’attenzione alla sicurezza alimentare, al benessere animale ad essa collegata e alla sicurezza nei

luoghi di lavoro è massima e il consumatore è sempre più esigente in fatto di garanzia e salubrità del prodotto

acquistato, bisogna fornire ai produttori agricoli gli strumenti giusti per affrontare ed aggredire il mercato nella

consapevolezza dei possibili rischi insiti nella loro stessa attività.

La necessità di sviluppare un’informazione collettiva riguardante certificazioni e marchi di qualità nasce dal profondo

rinnovamento che ha caratterizzato il settore agrolimentare negli ultimi anni. Si è verificato un progressivo aumento sui

mercati di nuove tipologie di prodotti contrassegnati da nuovi segni di riconoscimento, identificativi di particolari

caratteristiche. Le aziende agricole, quindi, per essere competitive sul mercato ed assecondare l’evoluzione dei

consumi, hanno la necessità di valorizzare i propri prodotti, soprattutto per gli aspetti qualitativi.

La politica dei marchi, oltre alla qualità, garantisce la riconoscibilità e la sicurezza alimentare ed il loro legame con il

territorio, facendo emergere i prodotti dall’anonimato. Quest’ultimo aspetto è la filosofia di base che ha portato la

Regione Marche ad istituire il Marchio QM “Qualità garantita dalle Marche”, che, se adeguatamente proposto e recepito

dai produttori e dai consumatori, sarà uno strumento di esaltazione delle produzioni regionali.

Le produzioni certificate potranno essere un vantaggio economico importante per le produzioni locali, infatti tramite le

certificazioni di prodotto (Bio-basso impatto-Q.M. IGP-Dop-Doc-Docg etc) o di processo (Emas etc) si determina una

netta differenziazione del prodotto rispetto alle produzioni massificate e quindi non certificate; tutto questo può portare

vantaggi diretti ed indiretti alle aziende agricole che decidano agricole.

I consumatori vogliono prodotti alimentari sani e sicuri. La sicurezza alimentare di ogni prodotto (in particolare nell’

ortofrutta) inizia nel campo dell’azienda agricola e finisce sullo scaffale del rivenditore o a volte direttamente sulla tavola

del consumatore finale nel caso di filiera corta e/o vendita diretta. L’imprenditore agricolo è quindi coinvolto nella catena

alimentare in quanto produttore di alimenti che, direttamente o indirettamente, raggiungono i consumatori.

Diventa quindi essenziale adottare un sistema di norme a garanzia della sicurezza del consumatore che possano andar

oltre alle stesse norme già presenti e che possano differenziare il prodotto locale appena raccolto da quello della GDO e

questo è valido sia per l’alimentazione umana che per quella animale. Questa modalità di riconoscimento degli alimenti

attraverso informazioni esaurienti sulla produzione degli stessi e sul loro contenuto bromato logico sarebbe un

toccasana per le produzioni agricole locali (in particolare per le ortofrutticole) per distinguerle dalle produzioni

massificate della GDO e aumentarne quindi il valore aggiunto.

La DGR n. 1188 del 01/08/2012 ha approvato il programma di prevenzione in agricoltura e selvicoltura che prevede l’

attuazione di programmi di informazione e di formazione al fine di sensibilizzare e di informare le norme sulla sicurezza

del lavoro agricolo e sulla necessità della loro attuazione, presso le imprese agricole. Il progetto di informazione per l’

anno 2013 si collocherà nell’ambito della normativa vigente relativamente alla sicurezza sui luoghi di lavoro Dl 81/2008.

L’entrata in vigore del Decreto 81” ha indicato una serie di strumenti volti a garantire i principi di precauzione e di

responsabilità dei produttori. Tra gli strumenti che assumono particolare rilevanza per la sicurezza vi è sicuramente

quello del corretto utilizzo dei DPI (Dispositivi protezione individuali) lungo il processo produttivo e il conseguente

utilizzo di tutti i possibili accorgimenti per attenuare i rischi in agricoltura. Si ritiene pertanto fondamentale che gli

imprenditori conoscano e rispettino le pertinenti disposizioni legislative, comunitarie e nazionali, relative al controllo dei

rischi nella produzione primaria e nelle operazioni associate alla produzione

Il progetto ha anche l’ambizione di far capire all’imprenditore agricolo l’importanza della sua attività sul territorio (tutela

dell’ambiente tramite presidio fisico e gestione del territorio) e nel contempo della responsabilità diretta nei confronti del

cittadino consumatore di produrre cibi salutari e di qualità.

OBIETTIVI

Per le ragioni/motivazioni suesposte,il progetto intende conseguire due obiettivi:

Obiettivo principale: “Preparare e formare gli agricoltori e gli operatori forestali in merito alle nuove tecnologie e/o di

innovazioni di prodotto e di processo, in particolare trasferendo le informazioni riguardanti la prevenzione e la sicurezza

sui luoghi di lavoro in agricoltura;

Secondo obiettivo: “assicurare agli agricoltori l’aggiornamento professionale necessario alla realizzazione in azienda di

prodotti di qualità certificata.

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