Obiettivi

Obiettivi

TITOLO

CONDIZIONALITÀ E SICUREZZA SUL LAVORO PER LE AZIENDE AGRICOLE DELLA PROVINCIA DI ANCONA (zona di collina interna e zona montana). (vedi per maggior dettaglio relazione integrativa)

DESCRIZIONE INIZIATIVA PROGETTUALE

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

La riforma della PAC del 2003 ha profondamente modificato le modalità di erogazione degli aiuti diretti, non più collegati alla produzione (disaccoppiamento), ma quantificati sulla base di diritti (quote) storici posseduti dagli agricoltori. La riforma si è introdotta in un contesto agricolo in continua evoluzione, che deve assecondare l’evoluzione dei consumi e dei prodotti agricoli, costringendo il mondo rurale a perseguire la sua funzione di produttore di alimenti, ma anche considerare con interesse le aspettative della popolazione su tematiche concernenti la sicurezza alimentare, la qualità degli alimenti e la salubrità ambientale senza trascurare però una condizio sine qua non che permetta che tutto ciò possa avvenire e cioè la sicurezza sui luoghi di lavoro che dovrebbe essere un pre-requisito per tutte le attività lavorative, ma in realtà oggi i dati che riporteremo nella prefazione del progetto che vogliamo realizzare e che potrete leggere qui sotto riportati ci fanno capire che occorre intervenire con azioni mirate che possano far cambiare o meglio invertire il trend attuale degli infortuni sul lavoro che avvengono nel settore primario.

L’agricoltura vive questi cambiamenti e assume una diversa valenza che, attraverso il connubio tra agricoltura e società, ci permette ogni giorno non solo di consumare i cibi della terra, ma anche di usare gli spazi aperti ed il paesaggio costruito dalla natura e sostenuto dall’agricoltura. E’ la società stessa che ci chiede di cambiare e di rendere più sicure le aziende agricole perché notevole è di conseguenza anche il costo sociale che ricade poi sull’intera collettività per far fronte agli innumerevoli infortuni che purtroppo ancora avvengono troppo spesso anche nelle nostre campagne e nei nostri territori che ormai sono il vanto della nostra Regione ma che per essere gestiti e mantenuti troppo spesso sono causa di infortuni più o meno gravi.

La disponibilità a pagare del cittadino come contribuente si è spostata decisamente sia verso gli obiettivi legati alla sicurezza alimentare, intesa in termini quantitativi, sia verso la sicurezza degli alimenti ed il sostegno di azioni di salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, del paesaggio e del patrimonio culturale e storico delle aree rurali, ma anche di conseguenza alla salvaguardia delle nostre aziende agricole e quindi dell’agricoltore che le gestisce che rappresenta l’ultimo baluardo a difesa dell’ambiente e che va quindi tutelato e aiutato anche nella formazione necessaria per poter ben gestire e governare la complessa e a volte “pericolosa” attività agricola.

L’analisi di quanto sopra esposto è alla base delle finalità progettuali, volte a mantenere, migliorare e consolidare i rapporti con il cittadino-consumatore che garantisca la salubrità e la qualità delle produzioni sviluppando, nello stesso tempo, una corretta e razionale gestione aziendale che possa portare l’imprenditore agricolo a capire l’importanza della formazione di base per alcune tematiche fondamentali e che spesso vengono completamente ignorate anche perché non ben conosciute e che sono aimè la causa molto spesso degli infortuni nelle aziende agricole.

Si riportano brevemente i numeri degli infortuni nella nostra provincia nel settore primario dal 2009 al 2011 che sono sotto riportati:

INFORTUNI TOTALI : 2009=438 – 2010=417 – 2011=417

INFORTUNI MORTALI : 2009=1 – 2010=1 – 2011=3.

Purtroppo il trend degli infortuni gravi è in aumento anche se il numero complessivo degli infortuni è stabile e si attesta intorno ai 415-417 casi all’anno, sono in aumento invece le denunce per le malattie professionali legate al settore primario che sono passate da 243 nel 2009 a 453 nel 2010 e 644 nel 2011 e quindi in continuo aumento del tipo esponenziale.

Tutti gli adempimenti connessi alla condizionalità, sia per quanto riguarda gli aspetti produttivi che di tutela ambientale, rendono indispensabile una strategia efficace delle attività di informazione e divulgazione in agricoltura, affinché i criteri ispiratori della riforma PAC trovino concreta corrispondenza nella definizione delle funzioni di produzione aziendale.

Occorre considerare infine che anche gli obiettivi del Consiglio di Lisbona pongono la conoscenza al centro del processo di sviluppo economico e sociale che viene perseguito dalla Regione Marche in campo agricolo attraverso il finanziamento di programmi di informazione e divulgazione che mirano ad elevare la professionalità dell’imprenditore, mettendolo nella condizione di aumentare la competitività della sua impresa e aiutandolo nelle tematiche a lui meno conosciute come appunto le normative inerenti la materia antinfortunistica e le relative disposizioni da attuare per mitigare i rischi insiti nella stessa attività primaria.

Contemporaneamente si vogliono anche approfondire all’imprenditore agricolo il rispetto degli standard di condizionalità con particolari accenti su alcuni di essi che sono mutati con la riforma PAC 2014-2020 e che dovremmo spiegare nel dettaglio agli agricoltori come ad esempio le novità legate al capitolo Agro-Ambiente-Clima che determinano le condizioni minime per accedere agli aiuti comunitari e quindi essere compensati per gli impegni ambientali intrapresi, gli agricoltori dovranno andare oltre i requisiti previsti dalla condizionalità e rispettare i criteri relativi all’attività agricola minima se vorranno percepire gli aiuti presenti nel secondo pilastro (PSR) e per questo saranno stilate delle liste inerenti le pratiche agro-ambientali che non potranno beneficiare del doppio contributo greening previsto nel primo pilastro (pagamento diretto).

Di particolare interesse per gli agricoltori sarà l’argomento legato al greening che prevede diverse novità che dovranno essere dettagliatamente spiegate agli imprenditori agricoli che dovranno capire cosa si intende per area di interesse ecologico (per le aziende con oltre 15 ettari di superficie aziendale), dovranno assimilare che dal 2015 almeno il 5% della loro superficie a seminativo dovrà essere destinata ad aree di interesse ecologico (come ad es. terreni a riposo, fasce tampone, terrazze, elementi caratteristici del paesaggio, superfici agroforestali, boschi cedui a rotazione rapida, o superfici con colture azotofissatrici (prati e prati-pascoli di trifoglio-medica e/o altre essenze di leguminose etc).

Fonti: annuario Istat Inail e documenti riforma Pac 2014-2020 di Coldiretti Nazionale.

In riferimento all’areale di attività prescelto particolare attenzione sarà rivolta verso aspetti zootecnici, relativi sia alla condizionalità che al benessere degli animali

Tutto ciò ha guidato il soggetto proponente a concretizzare la fase preliminare di progettazione attraverso la definizione:

a) del profilo professionale dei tecnici coinvolti, basata sull’esperienza maturata in progetti di informazione e sulla capacità di rapportarsi con gli imprenditori interessati all’azione di informazione;

b) del numero dei tecnici coinvolti nell’attività progettuale, che viene stabilito in quattro unità lavorative individuate nelle seguenti figure: Dr. Busco Luigi, p.i. Tonino Turchi, il p.a. David Donninelli e il P.A. Balducci Maurizio.

OBIETTIVI

Il presente progetto intende sviluppare l’azione informativa promuovendo processi di comunicazione che permettono all’ imprenditore agricolo di organizzare e realizzare azioni nel rispetto delle norme cogenti.

Si tenderà quindi ad un’azione di sinergia tra il mondo agricolo ed Enti pubblici e Privati operanti sul territorio in uno spirito di collaborazione positiva e mai repressiva al fine di rendere edotti gli agricoltori anche sulle sanzioni amministrative e/o di rilevanza penale che le tematiche progettuali possono trattare, al fine di non reprimere ma di rendere edotti gli agricoltori degli adempimenti minimi e necessari per non incorrere in sanzioni.

Dalla descrizione della premessa fatta, ne consegue che gli interventi di informazione si svilupperanno e punteranno al raggiungimento dei seguenti obiettivi, espressi dalla Regione Marche nel decreto del Dirigente del Servizio Agricoltura, Forestazione e Pesca n. 432/AFP, di seguito indicati:

OBIETTIVI PRINCIPALI di misura:

“Formare gli agricoltori e gli operatori forestali in merito alle nuove tecnologie e/o di innovazioni di prodotto e di processo, in particolare trasferendo le informazioni riguardanti la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro in agricoltura” (1)

“Preparare gli imprenditori agricoli e forestali all’introduzione in azienda di tecniche di coltivazione ed allevamento migliorative per l’ambiente e favorevoli alla tutela e valorizzazione del paesaggio rurale, nonché favorire la sensibilizzazione degli operatori agricoli e forestali in materia di gestione sostenibile delle risorse naturali, con riferimento ai requisiti della condizionalità ed alla necessità di promuovere l’agricoltura a basso impatto ambientale” (2)

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