Obiettivi

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Obiettivi

In agricoltura è in atto da qualche tempo un’evoluzione che ha visto le imprese agricole più dinamiche ,gestite da

imprenditori agricoli più lungimiranti, evolversi versoi la trasformazione dei prodotti, la loro commercializzazione,la

ricerca di nicchie di mercato per prodotti di qualità a più alto valore aggiunto,o percorrere la via della produzione di

servizi di vario tipo ma legati al rurale,ed anche di valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico rurale. Una

comunità locale era considerata come una specifica area geografica in cui si integravano mestieri, produzioni

agrarie,prodotti, personaggi e tradizioni che si tramandavano. Una biodiversità territoriale. Tale localismo oggi viene

riutilizzato perché c’è voglia di un’alimentazione che oltre al sapore abbia anche un valore, potremmo dire un “gusto

estetico”. Percepire cosa caratterizza quel prodotto, vuol dire ripercorrere la sua storia, le sue trasformazioni, la sua

tutela e il perché c’è il tale interesse. Le aziende delle aree interne hanno difficoltà a creare reddito se non intercettano

queste nuove ricerche del sapere. La presenza di agriturismi, l’attivazione di fiere, di mercati a Km 0, hanno stimolato l’

afflusso di turisti e consumatori provenienti essenzialmente dalla costa o in funzione della notorietà dei luoghi e dei

prodotti anche a livello interprovinciale.

Le produzioni, spesso di nicchia, hanno caratterizzato il paesaggio e questo habitat è elemento che non può essere

disgiunto da una valutazione della sostenibilità economica delle imprese oltre al rispetto dei valori ambientali. La

diffusione di reti a livello di internet ha determinato la creazione di servizi a supporto della conoscenza e ha selezionato

le imprese che non hanno rifiutato il valore della comunicazione e dell’accettazione dell’innovazione tecnologica, nel

rispetto però della qualità produttiva e della sua rintracciabilità. Piccole produzioni quali ad es. i frutti di bosco, i prodotti

ortofrutticoli come la Pesca di Montelabbate, la Pera Angelica di Serrungarina, le tutt’ora presenti piccole transumanze

delle arnie, la produzione di formaggi locali, tutto ciò caratterizza la collina e l’entroterra pesarese fino al Montefeltro.

E’ un territorio attivo, ricco di cultura che la ruralità deve intercettare e non solo prenderne parte in forma accessoria e di

complemento, attraverso un uso strumentale e limitante della presenza alle fiere. Le imprese, piccole o medio piccole,

di questi territori, custodiscono il saper fare e oggi questo si deve trasformare in un valore economico.

Il progetto vuole rendere partecipi e consapevoli le imprese di queste aree favorendo la creazione di nuove realtà

imprenditoriali che riprendano produzioni locali con nuove modalità di vendita al passo con i tempi, e con capacità di

costruire modalità organizzative che consentano l’insediamento duraturo dell’azienda. Essendo la presenza di questa

agricoltura tipica e locale, il valore della comunità, le attività si concentreranno anche nel promuovere manifestazioni di

turismo agriculturale con la partecipazione di più realtà produttive (artigianato, commercio) e di più enti locali.

Queste produzioni sono però caratterizzate da rilevanti fragilità, come, ad esempio, la scarsa visibilità nel panorama nei

mercati nazionali e il modesto valore aggiunto collegabile alla crescente domanda di salubrità e tipicità. Domanda

espressa da una nuova figura di consumatore, che ricerca nei cibi anche la radice storica e culturale dei luoghi di

produzione.

Recentemente è stato presentato il rapporto Censis/Coldiretti sulle abitudini degli italiani a tavola. Da esso risulta che:

dalla tipica cucina mediterranea tanto rinomata in tutto il Mondo, noi, stiamo pian, piano cambiando le nostre sane

abitudini alimentari a causa delle mutate condizioni di vita e di lavoro.

Ecco perché dobbiamo intercettare quel 30% di italiani che hanno dichiarato di attenersi alla tradizione familiare ed

anche a quel 33% che collega molto la ricerca di un’alimentazione sana, capace di garantirgli uno stile di vita molto

attento ai principi nutrizionali presenti nei prodotti freschi e locali.

Pertanto necessita una valorizzazione del territorio in cui l’individuazione del prodotto, del luogo di produzione e dell’

habitat che lo circonda sviluppa l’orientamento all’acquisto e alla fruizione turistica del territorio nel suo l’insieme.

Obiettivi operativi

Obiettivo PRINCIPALE:

– Formare gli imprenditori agricoli e/o forestali in merito alle nuove tecnologie e/o di innovazione di prodotto e di

processo, al fine di favorire la diversificazione delle fonti di reddito aziendale, preparando gli agricoltori all’introduzione

in azienda di nuove attività di trasformazione, commercializzazione e vendita diretta dei prodotti aziendali;in particolare

trasferendo le informazioni riguardanti la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro in agricoltura così come

previste dalla DGR 1.188 del 01/08/2012 e da tutte la normativa in essere per il settore.

Obiettivi secondari:

– favorire la diversificazione delle fonti di reddito aziendale, preparando gli agricoltori all’introduzione in azienda di nuove

attività di trasformazione, commercializzazione e vendita diretta dei prodotti aziendali;

– formare gli agricoltori e gli operatori forestali in merito alle nuove tecnologie e/o di innovazioni di prodotto e di processo;

– preparare gli imprenditori all’adozione di strumenti di razionale gestione economico finanziaria delle imprese agricole e

forestali;

– Nuove modalità di marketing e di commercializzazione delle produzioni minori e locali

– Creazione di filiere locali per organizzare menù territoriali tipici e degustazioni varie

– Diffusione del valore dell’uso strumenti di comunicazione per intercettare il consumatore nelle sue esigenze di

benessere (siti, seminari, manifestazioni nei mercatini di Campagna Amica, ecc..).

 

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