pan-uso sostenibile fitofarmaci

pan-uso sostenibile fitofarmaci

l Piano d’Azione Nazionale (P.A.N.) per l’uso sostenibile

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12/02/2014 il Decreto 22 gennaio 2014 di adozione del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN), ai sensi dell’articolo 6 del Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 recante la “Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi”. Il piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) è entrato in vigore il 13 febbraio 2014 e definisce gli obiettivi quantitativi, le misure e i tempi richiesti per un utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari. Obiettivi generali:

a. ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull’ambiente e sulla biodiversità;

b. promuovere l’applicazione della difesa integrata, dell’agricoltura biologica e di altri approcci alternativi;

c. proteggere gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari e la popolazione interessata;

d. tutelare i consumatori;

e. salvaguardare l’ambiente acquatico e le acque potabili;

f. conservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi.

Si sviluppa in 7 azioni, così definite: 1. Formazione e prescrizioni per gli utilizzatori, i distributori e i consulenti;   2. Informazione e sensibilizzazione;   3. Controllo delle attrezzature utilizzate per l’applicazione dei prodotti fitosanitari;   4. Irrorazione aerea;   5. Misure specifiche per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari in aeree specifiche (rete ferroviaria e stradale, aree frequentate dalla popolazione, aree naturali protette);   6. Manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamenti dei relativi imballaggi e delle rimanenze;   7. Difesa sanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari (strategie fitosanitarie sostenibili).

Il documento è accompagnato da sette allegati che trattano i seguenti argomenti: I. Obiettivi formativi specifici per le diverse tipologie di corso (di base e di aggiornamento);

II. Componenti delle attrezzature utilizzate per la distribuzione dei prodotti fitosanitari, oggetto del controllo funzionale, modalità di esecuzione dello stesso e requisiti di funzionalità che devono essere raggiunti;

III. Requisiti minimi delle attrezzature utilizzate per l’esecuzione dei controlli funzionali;

IV. Contenuti del corso di formazione per l’autorizzazione dei tecnici che svolgono i controlli funzionali delle macchine irroratrici e requisiti dei Centri di prova;

V. Specie ed habitat di interesse comunitario legate agli ambienti acquatici;

VI. Manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari, trattamenti dei relativi imballaggi e delle rimanenze;

VII. Indicatori. Fasi di attuazione del PAN 1- Fino al 26 novembre 2014 le autorità regionali e provinciali possono rilasciare e rinnovare i “patentini” che avranno validità fino alla scadenza dei 5 anni, secondo le modalità previgenti

2- Entro il 26 novembre le attrezzature destinate ad attività in conto terzi devono essere sottoposte a controlli funzionali                                                                                           L’intervallo tra i controlli successivi non deve superare i 2 anni.                                                 Come contoterzista si intende il titolare di un’impresa iscritta come tale presso la Camera di Commercio.

3- Entro il 1° gennaio 2015 dovranno essere rispettate da tutti gli utilizzatori professionali le disposizioni riportate nell’allegato VI per una corretta manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze

4- Entro 12 mesi dall’entrata in vigore del Piano, I Ministeri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute, predispongono linee guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi in aree specifiche.

5- A decorrere dal 26 novembre 2015, il certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo dei prodotti fitosanitari costituisce requisito obbligatorio per chiunque intenda acquistare e/o utilizzare i prodotti fitosanitari destinati a utilizzatori professionali.

6- A decorrere dal 26 novembre 2015, il certificato di abilitazione alla vendita dei prodotti fitosanitari costituisce un requisito obbligatorio per la distribuzione sul mercato di tutti i prodotti fitosanitari destinati ad utilizzatori professionali.                 Per i prodotti fitosanitari destinati ad utilizzatori non professionali il venditore è tenuto a fornire informazioni sui rischi per la salute umana e per l’ambiente connessi al loro uso.

7- A decorrere dal 26 novembre 2015, il certificato di abilitazione alla consulenza, costituisce un requisito obbligatorio per svolgere attività di consulente nell’ambito della difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari, indirizzata anche alle produzioni integrata e biologica, all’impiego sostenibile e sicuro dei prodotti fitosanitari e ai metodi di difesa alternativi

8- A decorrere dal 26 novembre 2015, al momento della vendita deve essere presente almeno una persona, titolare o dipendente, in possesso del certificato di abilitazione alla vendita. Il certificato di abilitazione deve essere esposto e ben visibile nel locale adibito a punto vendita

9- Entro il 26 novembre 2016 le attrezzature per uso professionale, utilizzate sia in ambito agricolo che extra agricolo, dovranno essere sottoposte a controlli funzionali periodici.     Le attrezzature sono:  a) Macchine irroratrici per la distribuzione su un piano verticale (es. trattamenti su colture arboree) b) Macchine irroratrici per la distribuzione su un piano orizzontale (es. diserbo colture erbacee) c) Macchine irroratrici e attrezzature impiegate per i trattamenti alle colture protette

Sostegno, accompagnamento ed incentivi Le Regioni e le Province autonome prevedono opportuni strumenti per incentivare, nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC), l’applicazione di tecniche e pratiche, volte al miglioramento della qualità ambientale ed alla protezione dell’ambiente acquatico dai fenomeni di inquinamento conseguenti alla deriva, al ruscellamento e alla lisciviazione dei prodotti fitosanitari. Sulla base delle linee guida indicate nel PAN, le Regioni e le Provincie autonome e gli enti gestori, nella predisposizione/aggiornamento dei piani di gestione/misure di conservazione, individuano ed inseriscono tutte quelle tipologie di intervento inerenti gli habitat e/o le specie da tutelare. Fra le possibili azioni nell’ambito dei provvedimenti attuativi della PAC, possono figurare quelle riportate di seguito: • individuazione di appositi criteri per favorire, all’interno di ciascun sito, il finanziamento delle tecniche di difesa biologico, nonché di quelle relative alla produzione integrata volontaria.                          In tale ambito è possibile prevedere, previa dimostrazione dei maggiori oneri sostenuti e dei minori ricavi realizzati dalle aziende agricole la corresponsione di pagamenti superiori ai massimali riportati nella normativa europea sullo sviluppo rurale. • azioni dirette all’incentivazione della costituzione di siepi e fasce tampone di ampiezza adeguata, del mantenimento delle stesse, del loro ripristino, ovvero della naturale ricolonizzazione delle specie tipiche delle fasce perifluviali e di altre specie che costituiscono habitat di interesse comunitario; • azioni incentivanti la mitigazione del rischio ai fini della riduzione della contaminazione dei corpi idrici superficiali, dovuta a fenomeni di inquinamento conseguenti alla deriva e al ruscellamento dei prodotti fitosanitari; • azioni che incentivano, nell’ambito della misura di consulenza aziendale promossa dalla PAC, la consulenza orientata agli agricoltori; Tra le misure di accompagnamento per incrementare i livelli di sicurezza nelle fasi di manipolazione e stoccaggio dei prodotti fitosanitari le Regioni e le Province autonome possono attivare iniziative per sostenere le aziende a: 1. realizzare nuovi depositi dei prodotti fitosanitari 2. ammodernare o realizzare aree attrezzate per la preparazione delle miscele 3. acquisire strumenti o realizzare strutture che consentano di ottimizzare le operazioni di preparazione delle miscele.

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