Tematiche

Tematiche

L’evoluzione dell’attività agricola, il confronto con la globalizzazione dei mercati, la difficoltà nell’accesso al credito, gli adempimenti legislativi cogenti inerenti la sicurezza sui luoghi di lavoro D.Lgs. 81 del 2008, impone di concentrare l’attenzione su alcune tematiche fondamentali del progetto. Conseguentemente a ciò detto per portare a compimento in modo positivo il progetto descritto, gli interventi di informazione si articoleranno secondo le seguenti tematiche:

1. innovazione di processo, consistente nella divulgazione delle norme di sicurezza del lavoro agricolo e sulla necessità della sua attuazione, presso le imprese agricole, in particolare delle misure previste dalla DGR 1188/2012

2. introduzione in azienda delle fasi di trasformazione, commercializzazione e/o vendita diretta delle produzioni aziendali (ad esempio introduzione in azienda di nuove tecniche di trasformazione, tecniche di marketing; performance economica della filiera, tecniche di approccio efficiente al mercato, tecniche di integrazione)

3. utilizzo di strumenti per una razionale gestione economico-finanziara delle imprese agricole e forestali (ad esempio: aggiornamento legislativo, contabilità analitica di esercizio, gestione tramite monitoraggio del business plan, analisi degli indici di bilancio, principi di gestione finanziaria, introduzione all’ingegneria finanziaria, accesso al credito, merito creditizio, confidi e loro utilizzo ecc.)

In particolare oltre a prevedere una serie di iniziative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui almeno 1 sarà attuata con il coinvolgimento diretto di un funzionario ASSAM formato sulla sicurezza, si intende fornire alle imprese una serie di informazioni sulle tematiche legate all’accesso al credito e a strumenti finanziari disponibili per le imprese, oltre che sul marketing (ad esempio: creare un nuovo prodotto: come scegliere il prodotto da lanciare, sapere quando continuare il progetto e quando capire che è necessario ritornare sui propri passi, quali caratteristiche  dovranno avere il prodotto e il mercato target, criteri di decisione del prezzo. – Integrazione a valle: dalla materia prima al prodotto finito. – La “vendita programmata” e la “contrattazione anticipata” tramite la conservazione dei cibi, due strumenti per accrescere il profitto economico e approfittare delle variazioni stagionali invece che subirle. – Gli intermediari: guida alla scelta degli stessi utilizzando criteri oggettivi, capendo che può essere rischioso avere soltanto uno sbocco. – Nuove opportunità: l’ ecommerce, costi bassi per elevate aspettative. – Attrarre i clienti grazie alle migliori tecniche di comunicazione. – Il prodotto si presenta: farlo comunicare tramite il confezionamento. – Posizioni solide nei mercati di nicchia). Il progetto viene realizzato coinvolgendo tutti gli imprenditori agricoli in base all’art. 2135 del Codice civile, individuati sia con la vecchia stesura che con la nuova in base alla legge di orientamento. Infatti sono coinvolti sia i produttori di commodities che quelli effettuano la vendita diretta e i gestori degli agriturismi. Nello svolgimento dell’attività prevista nel corso del progetto verranno sviluppati i concetti di marketing e del credito, in quanto le imprese agricole per potersi modernizzare devono far ricorso a fonti di finanziamento esterno, con tutte le valutazioni necessarie legate al sistema di finanziamento più adeguato per l’impresa stessa e che la stessa deve conoscere per meglio scegliere il prodotto più indicato all’investimento da realizzare. La disponibilità di risorse e di prodotti finanziari adeguati è una delle condizioni indispensabili per permettere la crescita di una qualsiasi attività produttiva. Tuttavia, il settore agricolo, a livello sia nazionale, sia regionale, soffre di una penalizzazione, a volte ingiustificata, da parte degli intermediari creditizi. Ragioni complesse generano una situazione diffusa, quanto pericolosa: gli imprenditori agricoli incontrano una qualche difficoltà nell’accedere ai finanziamenti bancari, dovendo spesso sottoscrivere condizioni contrattuali (per tasso di interesse, per durata, per garanzie richieste o, addirittura, per prodotto finanziario ricevuto) non corrispondenti alle proprie esigenze. Per il momento, è utile rappresentare, solo brevemente, le criticità maggiori per l’accesso al credito che la percezione diffusa degli operatori specializzati imputa alle tre tipologie di attori più importanti (agricoltori, banche ed Ente Regione), con riferimento ovviamente al problema del credito.

Problemi interni alla categoria-“agricoltori”

Le difficoltà principali imputabili agli esponenti del mondo agricolo sembrerebbero riconducibili a tre ordini di criticità:

1. problemi culturali: ridotta capacità imprenditoriale e di comunicazione con il mondo esterno e con le banche, dovuta all’età media elevata e/o da livello di formazione manageriale inadeguato; ricambio generazionale lento; individualismo ed opportunismo nella partecipazione alle logiche della filiera,

2. problemi organizzativo-manageriali: bassa propensione al rischio, bassa capacità imprenditoriale, sviluppo organizzativo solo embrionale, scarsa informatizzazione; scarsa propensione all’utilizzo di sistemi di contabilità e bilancio, anche a causa delle dimensioni aziendali ridotte; comportamenti aziendali diseducati alla competizione, anche a seguito delle misure di politica comunitaria (redditi in parte garantiti) che invece di spronare gli imprenditori a coltivare idee imprenditoriali nuove e/o sperimentare nuove colture e/o attuare nuovi investimenti si sono invece adagiati sul solo reddito garantito dal premio unico aziendale.

3. problemi finanziari: sottocapitalizzazione, dovuta all’avversione al rischio da parte degli imprenditori e alla scarsa redditività del settore; dipendenza eccessiva dai contributi finanziari pubblici; struttura finanziaria inefficiente (inadeguatezza del rapporto tra debiti a lungo debiti e a breve…).

Problemi interni alla categoria – “banche”

Anche in questo caso, i problemi percepiti si possono organizzare in tre classi:

> problemi strategici: assenza di una mission verso l’agricoltura; mancata valorizzazione della clientela-agricoltori come area di business interessante; disinteresse (se non diffidenza) verso il settore;

> problemi organizzativo-culturali: si sono perse negli anni competenze e professionalità dedicate all’agricoltura. Questa despecializzazione ha portato, inoltre, alla standardizzazione degli strumenti di valutazione del merito creditizio su indicatori “classici” di misurazione della solvibilità e della redditività aziendale adatti ad aziende di altri settori (artigianeindustriali), ma particolarmente penalizzanti per le aziende agricole (ad esempio, per mancata valutazione della validità dei progetti, etc..). Ne conseguente una difficoltà di accesso al credito da parte delle aziende agricole in particolare in fase di avvio (rischio massimo/garanzie minime).

> problemi operativi: difficoltà ad offrire e gestire prodotti finanziari “dedicati” all’agricoltura (ad esempio, prodotti creditizi specifici per i giovani agricoltori) o prodotti creditizi presenti ma poco interessanti per le banche (cambiali agrarie rinnovabili) che procurano pochi vantaggi in termini di interessi agli istituti bancari e che presentano un alto rischio di solvibilità (assenza di garanzie reali).

Problemi interni “Ente regione”. Le valutazioni che emergono da parte degli operatori del settore si riferirebbero a problemi di burocratizzazione eccessiva, pesantezza procedurale, coordinamento insufficiente degli interventi, attenzione insufficiente alla solidità finanziaria dei soggetti finanziati e alla congruità tra investimento e dimensione aziendale.

Per quanto concerne, invece, i problemi riferibili alle interrelazioni fra i soggetti accennati, tra quelle più rilevanti vanno considerate la relazione tra “agricoltori” e “banche” e tra “agricoltori” ed “Ente Regione”. Considerate queste problematiche, se comunque si analizzano i dati relativi al credito e alle sofferenze bancarie, secondo il rapporto Inea 2012, si rileva che questo settore è stato meno negativo rispetto agli altri ambiti dell`economia del Paese. Il settore primario, infatti, tra il 2011 e il 2012 aumenta i propri impieghi per investimenti e attività di produzione, anche se solo dell`1 per cento, fatto decisamente rilevante anche in considerazione della forte compressione dei finanziamenti registrati del 3,5 per cento in un solo anno. I prestiti bancari sono pari a 44,2 miliardi, con un`incidenza sul totale del 4,6 per cento e questo dato conferma l’importanza della tematica progettuale prescelta e rappresenta un trend positivo nazionale che vorremmo potesse aumentare ancora grazie alla conoscenza e alla consapevolezza che le tematiche progettuali sicuramente apporteranno agli imprend. agricoli.

DEFINIZIONE DELL’AREA PROGETTUALE:Il progetto si svolgerà nell’ambito di tutti i comuni della provincia di Ancona, ma sarà possibile per particolari iniziative sviluppate la partecipazione di aziende di altre aree provinciali delle Marche.

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.